Archivio mensile:Aprile 2013

Arte e design di interni, il made in Italy come soluzione d’austerità

Il made in Italy relativo al design di interni spesso si traduce in arredamenti e mode ad hoc e opportunamente sviluppate nel nostro Belpaese, ma qui parliamo di una tipologia alternativa di made in Italy, un modo nuovo e antico al tempo stesso di abbellire i propri interni, rievocando arti che sono proprie della storia italiana. Infatti, il cartongesso ci consente di personalizzare al meglio le nostre stanze, senza dover, per forza di cose, adeguarsi all’attitudine moderna del design “minimalista”.

Il made in Italy, per mezzo di un materiale duttile, economico e facilmente adattabile per il design o la ristrutturazione della casa, come il cartongesso, può essere un obiettivo: perseguibile con un’antica pratica rinascimentale, l’arte dell’imitazione e del neoclassicismo. Infatti, come ci insegnano parecchie sculture del periodo del Mecenatismo, quando Firenze, Capitale artistica, era dominata dalla poesia e dall’arte, dai grandi poemi e dalla corte dei Medici, l’abbellimento era dato anche dai particolari stucchi che artigiani, artisti veri e propri capaci di trasmettere emozioni, si vedevano commissionare dai signori delle corti.

Proprio l’imitazione di questi stucchi può diventare – anzi lo è già, ma è in fase di lancio – un nuovo/vecchio modo di abbellire i propri interni: imitare statue sacre e profane, stucchi e putti, abbellire ingressi e salotti con decorazioni e intarsi di altre epoche, ma rigorosamente italiane, potrebbe dare un tocco di autorevolezza alle stanze dedicate all’accoglienza nella tua casa.

Vogliamo considerare anche l’aspetto di austerità e classicità che, straniante rispetto ai tempi della tecnologia, diventerebbe quasi un contrasto, visivo e sentimentale: una novità assoluta, specie per le sensazioni che potrebbero trasmettere ai tuoi ospiti questi tocchi di classe e classicità. Una soluzione non troppo esosa per rievocare l’arte made in Italy, di quella Italia dove ancora gli stessi anglicismi (come lo è il termine stesso “made in Italy”) non erano ancora contemplati.

Opportunità “Green” per una risorsa potenzialmente tutta Italiana

Seppur dobbiamo spesso apprendere dagli altri come le nostre risorse siano ottimizzabili per il rispetto dell’ambiente e, magari, per ottenere quel raggiungimento degli obiettivi tracciati per l’Italia dall’Europa e previsti per il 2020, questa volta non possiamo dire di essere stati battuti sul tempo. Certo, la novità proviene dall’Inghilterra, e da Londra nello specifico, ma il Paese tipico della buona tavola e dei ristoranti è sicuramente il nostro. Adesso, basta far proprie le scoperte effettuate oltre Manica, per diventare il primo Paese (per volume di risorse utilizzate, visto che sul tempo la Gran Bretagna ci ha già battuti) a sfruttare tale risorsa. Ma vediamo nello specifico di cosa si tratta.

In poche parole, tutti quei rifiuti che vengono prodotti dalla ristorazione londinese e dalle industrie alimentari saranno trasformati in energia per alimentare migliaia di abitazioni. A dichiararlo è stata la Thames Water, in compartecipazione con la firmataria 2OC: le parti hanno stipulato infatti un accordo del valore di 200 milioni di sterline. In potenza, quella londinese potrebbe diventare la più grande centrale elettrica alimentata da olio fritto e grassi alimentari. In potenza, appunto. Perché non esiste Paese maggiormente dedito alla ristorazione e alla cucina come l’Italia. Ecco perché queste nuove opportunità per la riqualificazione energetica e per portare energia alternativa negli edifici, sia pubblici che privati, potrebbero invece essere da sprone per un Paese, come quello nostro, in grado di sostenere tutte le maggiori risorse rinnovabili ad oggi utilizzate.

Approfondiamo come dovrebbe funzionare la nuova tecnologia rinnovabile: la previsione è di raccogliere circa 30 tonnellate di rifiuti giornalieri, necessari per metà ad alimentare una centrale elettrica sita in Beckton. Una produzione energetica stimata di circa 130 GW/h all’anno, funzionale ad alimentare oltre 40 mila abitazioni.