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Come l’attività del Compro Oro è cambiata a Roma nel corso degli anni

Non è certo soltanto a Roma che i passanti hanno potuto osservare, negli ultimi anni, un rapido aumento delle attività chiamate “Compro Oro“. Tuttavia, la Capitale è proprio uno dei luoghi in cui il fenomeno si è verificato con una frequenza più elevata e in cui la controtendenza attuale, ossia la loro sparizione, ha iniziato a prendere piede con maggiore intensità.

 

L’attività del compro oro

In linea di massima, il compro oro è un’evoluzione del monte dei pegni, quei negozi in cui le persone si recavano tempo addietro per ottenere dei soldi in cambio dei propri beni, con la possibilità di riscattarli entro un certo periodo.

Il compro oro a Roma  tuttavia, commercia soltanto in gioielli e in generale oggetti preziosi, che poi rivende ai suoi clienti come usati (spesso dopo averli ricostruiti aumentandone il prezzo) oppure fonde per ricavarne direttamente il valore in oro, argento o delle pietre al loro interno.

In seguito al Decreto Legge numero 251 del 22 maggio 1999, l’attività del compro oro viene regolamentata e legalizzata e pertanto questo tipo di attività inizia a diffondersi, ma non prima del biennio 2000-2001.

 

La rapida ascesa dei compro oro a Roma

Fu con l’avvento della crisi economica mondiale che i compro oro si diffusero maggiormente, nella Capitale come in tutta Italia. Le persone che avevano perso il lavoro o che non riuscivano a sopravvivere con le loro sole forze iniziarono a rivolgersi a questo tipo di istituti per dare via i propri beni e ottenerne in cambio denaro. La loro crescita in termini numerici fu alimentata anche dal continuo aumentare delle quotazioni dell’oro, cosa che fece diventare sempre più redditizia l’attività.

 

Il declino del settore

Nonostante la forza travolgente che fece nascere centinaia di compro oro a Roma dal 2007 in poi, negli ultimi tempi molti di loro stanno cedendo la gestione del negozio, oppure lo chiudono direttamente. Questo fenomeno è dovuto in parte alla forte concorrenza tra i tanti soggetti che esercitano l’attività e in parte ad una vera e propria mancanza di merce: le persone, infatti, iniziano a non possedere più oggetti preziosi, perché la stragrande maggioranza della popolazione li ha già venduti in passato proprio a causa della crisi economica.