Archivio mensile:aprile 2011

Impianti di Piping, il Made in Italy è una realtà!

 

Negli ultimi anni, il nostro paese è stato uno dei più colpiti a livello europeo da eventi naturali che, spesso, hanno messo a dura prova le costruzioni del posto e gli stessi abitanti. Oggi costruire in sicurezza è un obbligo, ma anche una garanzia. Il nostro “Made in Italy” dovrebbe diventare un marchio di alto livello in tutti i settori, ma purtroppo non è così. Molte persone trascurano questo aspetto fondamentale e cisi ritrova sempre più a lavorare con persone inaffidabili e superficiali, che sicuramente non avranno “vita lunga” nel proprio mondo. Uno dei settori che, ultimamente, sta crescendo in maniera esponenziale, grazie anche a giovani imprenditori che organizzano bene ogni singola unità del proprio team, è quello degli impianti di piping.

Per chi non sapesse minimamente cosa sia un impianto di piping, ci viene in aiuto l’immensa Wikipedia:

“In ingegneria il termine piping (o sistema di tubazioni) definisce i sistemi, più o meno complessi, di tubazioni che collegano le varie apparecchiature di un impianto (ad esempio idraulico, chimico o petrolchimico). Il sistema di tubazioni permette il trasporto, l’accumulo e l’intercettazione dei fluidi destinati alle varie utenze.”

Costruire una tubatura a livello industriale non è un gioco da ragazzi e, proprio per questo, i tecnici che lavorano in aziende che si occupano di questo tipo di lavori devono essere altamente qualificati e con tanti anni di esperienza. Se tutti svolgessero il proprio compito in sicurezza e attenendosi al buonsenso e alle direttive sulle norme europee sul lavoro, forse ci sarebbero meno incidenti e molte catastrofi potrebbero essere evitate o, almeno, tenute a bada. Un punto, dunque, a favore del nostro made in Italy nel settore dell’impiantistica di piping, che, grazie a nuove e giovani realtà sta cominciando a riemergere… anche a livello europeo!

Negli ultimi anni, il nostro paese è stato uno dei più colpiti a livello europeo da eventi naturali che, spesso, hanno messo a dura prova le costruzioni del posto e gli stessi abitanti. Oggi costruire in sicurezza è un obbligo, ma anche una garanzia. Il nostro “Made in Italy” dovrebbe diventare un marchio di alto livello in tutti i settori, ma purtroppo non è così. Molte persone trascurano questo aspetto fondamentale e cisi ritrova sempre più a lavorare con persone inaffidabili e superficiali, che sicuramente non avranno “vita lunga” nel proprio mondo. Uno dei settori che, ultimamente, sta crescendo in maniera esponenziale, grazie anche a giovani imprenditori che organizzano bene ogni singola unità del proprio team, è quello degli impianti di piping.

Per chi non sapesse minimamente cosa sia un impianto di piping, ci viene in aiuto l’immensa Wikipedia:

“In ingegneria il termine piping (o sistema di tubazioni) definisce i sistemi, più o meno complessi, di tubazioni che collegano le varie apparecchiature di un impianto (ad esempio idraulico, chimico o petrolchimico). Il sistema di tubazioni permette il trasporto, l’accumulo e l’intercettazione dei fluidi destinati alle varie utenze.”

Costruire una tubatura a livello industriale non è un gioco da ragazzi e, proprio per questo, i tecnici che lavorano in aziende che si occupano di questo tipo di lavori devono essere altamente qualificati e con tanti anni di esperienza. Se tutti svolgessero il proprio compito in sicurezza e attenendosi al buonsenso e alle direttive sulle norme europee sul lavoro, forse ci sarebbero meno incidenti e molte catastrofi potrebbero essere evitate o, almeno, tenute a bada. Un punto, dunque, a favore del nostro made in Italy nel settore dell’impiantistica di piping, che, grazie a nuove e giovani realtà sta cominciando a riemergere… anche a livello europeo!

Olio Made in Italy . Extravergine di Puglia

Oggi in Italia, ci sono circa seimila frantoi, la coltivazione dell’olivo è diventata più che millenaria, identificando questi beni di origine mediterranea, una propria identità alimentare e sociale; la Grecia destina circa il 60% della sua terra coltivata agli oliveti, la Spagna è il Paese con il maggior numero di piante di olivo (più di 300 milioni). Si stima che in Italia ci siano più di 500 cultivar con 250 milioni di olivi, a differenza di quanto accade negli altri Paesi, ove le cultivar sono essenzialmente una cinquantina di cui solo una decina le più diffuse.

In Autunno comincia il periodo della raccolta e della frangitura delle olive, un rito che si ripete immutato da migliaia di anni: gli stessi gesti, gli stessi ritmi di lavoro, i semplici macchinari nei frantoi sono gli stessi di un tempo.
L’olio extravergine d’oliva prodotto in Italia fa bene alla salute contenendo innumerevoli sostanze importanti come l’acido oleico e i polifenoli. Gli oli di oliva “made in Italy” ottenuti attraverso processi che non causano alterazioni dell’olio, vengono considerati come oli vergini e vengono detti “olio extra vergine d’oliva” solo se l’ acidità massima è di grammi 0,8%
L’Unione Europea ha introdotto la Denominazione d’Origine Protetta (D.O.P.) a salvaguardare l’originalità e la territorialità della produzione di olio extravergine d’oliva.
In Italia 35 sono gli oli DOP (Denominazione di origine protetta) riconosciuti dall’Unione Europea e la Puglia insieme alla Sicilia hanno il primato con ognuna 5 olii DOP.
I 5 oli DOP pugliesi sono: Collina di Brindisi, Dauno, Terra di Bari, Terra d’Otranto, Terre Tarentine. Due cultivar rinomate per il riconoscimento DOP, sono la “Cellina di Nardò” e l’ “Ogliarola leccese”.

Sono tantissimi i privati e le piccole e grandi aziende agricole che in Puglia raccolgono le olive, e producono e vendono direttamente dell’ottimo olio di oliva: per ottenere un olio di qualità si deve partire da una materia prima eccellente, che in Puglia certo non manca, come testimoniato anche da antiche macine in pietra e frantoi ipogei che ancora oggi si possono vedere, sparsi per le campagne pugliesi, come la antichissima macina in pietra di Morciano, i suggestivi frantoi ipogei a Gallipoli, un antichissimo frantoio in grotta ad Ostuni. Il modo migliore per raccogliere le olive in Puglia è quello semplice e antico di impugnare ogni rametto con la mano, scorrendolo dall’alto al basso finché tutte le ulive non siano cadute sulla rete stesa per terra.