Archivio mensile:maggio 2010

Il cibo di strada in italia

 

Cibo di strada: un disciplinare e un vademecum per gli operatori
Dal convegno di apertura del primo raduno nazionale del cibo di strada segnali interessanti per le prospettive del futuro. In Italia oltre 3mila operatori e se calano gli ambulanti (-8%), crescono gli itineranti (+18%).

Il futuro del cibo di strada dipenderà dalla burocrazia. E’ quanto è emerso dal convegno sul tema “Quali prospettive per il futuro del cibo di strada italiano?”, incontro che ha inaugurato ufficialmente nella mattinata di sabato 22 maggio il primo “StreetFood Market”, a Marciano della Chiana (Arezzo), un evento promosso dall’Associazione no profit StreetFood e dedicato all’incontro di cibi di strada provenienti da tutta l’Italia. Tirando le somme burocrazia e norme igienico – sanitarie troppo diverse da regione a regione, sarebbero alla base del calo notevole di operatori del settore (-8% dal 2005 al 2008) che oggi in Italia sono circa 3mila. Il dato di flessione è riferito ai cosiddetti ambulanti, mentre sul fronte degli itineranti si parla di una crescita (+18% nello stesso periodo).

Largo ai giovani sembra essere l’altro monito che si solleva dal primo raduno nazionale dei cibi di strada “perché questo settore – come sottolinea Aldo Cursano, Vicepresidente nazionale di Fipe – sempre di più oggi rappresenta un motore di traino per il turismo e per il nostro Paese anche all’estero, oltre a creare un indotto economico di grande valore e prospettive per i più giovani”. Cibo di strada anche come valore culturale in rappresentanza della tradizione popolare che colora l’Italia. “Non deve diventare una moda il cibo di strada – spiega Massimiliano Ricciarini, Presidente dell’Associazione StreetFood – ma un modello culturale da poter inserire nella quotidianità con una diffusione maggiore anche nei consumatori più giovani”.

Vero cuore della manifestazione è rappresentato dal mercato dei cibi di strada che si snoda per le vie del borgo medievale con operatori provenienti da tutta l’Italia: dai Gofri piemontesi, al panino con lampredotto, la porchetta, la focaccia di Recco, il tortello alla lastra, le olive ascolane e tanti altri prodotti di strada provenienti da tutta Italia. Marciano della Chiana è letteralmente presa d’assalto dai “gusturisti”, ovvero gli amanti del gusto itinerante. Oltre 10mila visitatori sono attesi in Toscana anche grazie ad un raduno nazionale di camperisti legati a Pleinair. Ricco anche il programma di domenica 23 maggio con la presentazione di una mostra di foto in tema enogastronomico “Street Shoot” nei locali della rinnovata Torre medievale di Marciano, in collaborazione con Associazione Fotografica Imago di Arezzo e chi vorrà potrà iscriversi al concorso con foto sul tema “la strada, il viaggio e l’emozione del cibo”, scattate durante l’evento e altrove con premiazione fissata già per il prossimo anno.

L’ Associazione Streetfood è nata con l’obiettivo principale di recuperare la storia del cibo di strada e di promuovere questo mondo che in Italia vanta radici storiche. Tra le attività dell’Associazione Streetfood la ricerca, con la partecipazione ai master di settore, a corsi universitari grazie all’ausilio di pubblicazioni in corso d’opera.