Archivio mensile:luglio 2009

La situazione sul mercato del suino italiano

 

La situazione sul mercato del suino italiano

Continua l’andamento negativo del mercato dei suini, più volte evidenziato nelle ultime settimane da Confagricoltura, che riguarda sia gli animali vivi, sia il prodotto macellato, nonostante la stagione tradizionalmente favorevole alla ripresa dei consumi e delle quotazioni.

La pesantezza della situazione è chiaramente evidenziata dai capi da macello, che fanno registrare su tutte le principali piazze un calo delle quotazioni per la terza settimana consecutiva e un ulteriore “non quotato” sul mercato di Mantova.

Prodotto Sett 28- set Sett 27 – set Var. % su set 27
Suinetti (Belgio) 45 45 0,00%
Suinetti (Danimarca) 43,24 42,17 2,50%
Suinetti (Germania) 59,1 59,1 0,00%
Suinetti (Francia) 31,2 31,8 -1,90%
Suinetti (Italia) 56,83 57,73 -1,60%
Suinetti (Paesi Bassi) 32,5 34,5 -5,80%
Media UE 44,71 44,42 0,70%

Elaborazioni Ismea su prezzi della Commissione Europea

Le cose non vanno meglio per il prodotto impiegato nell’ industria di trasformazione, né per quello destinato al consumo fresco, anche a causa dell’insufficiente caratterizzazione dell’origine della materia prima.

A tale proposito Confagricoltura ribadisce la necessità di avviare le opportune iniziative, a livello europeo, per rendere obbligatoria la tracciabilità della carne e consentire al consumatore di fare in maniera responsabile le proprie scelte. Allo stesso tempo di procedere con tempestività ad una revisione delle indicazioni produttive previste dal “Decreto salumi”, per evitare che una preparazione da qualunque materia prima possa essere commercializzata come “italiana di qualità.”

 

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Riconoscimento dop per la pagnotta del Dittaino e igp per l’abbacchio romano

 

Prodotti tipici dell’agroalimentare: riconoscimento dop per la pagnotta del Dittaino e igp per l’ abbacchio romano

Sono ora 179 i prodotti tipici agroalimentari italiani che hanno ufficialmente ottenuto dall’Unione Europea il riconoscimento DOP (denominazione d’origine protetta) e IGP (indicazione geografica protetta) ai sensi del Regolamento (CE) n. 510/2006 del Consiglio, del 20 marzo 2006. L’Unione Europea ha infatti appena riconosciuto, tra le carni fresche, l’IGP “Abbacchio Romano” (prodotto tipico del Lazio) e, tra i prodotti da forno, la DOP “Pagnotta del Dittaino” (prodotto tipico della Sicilia).

Degli 838 prodotti tipici DOP e IGP riconosciuti in Europa, i 179 italiani rappresentano il 21%; ci seguono, sempre più distanziate, la Francia con 165, la Spagna con 122, il Portogallo con 115. Fra le regioni italiane, conserva il primo posto l’Emilia Romagna con 26 specialità (14 DOP e 12 IGP), seguita dal Veneto con 25 (14 DOP e 11 IGP). La Sicilia, con la Pagnotta del Dittaino, prodotto tipico che si prepara in 18 comuni della valle del fiume Dittaino nelle province di Enna e Catania, è prima fra le regioni del Mezzogiorno con 17 prodotti (11 DOP e 6 IGP), seguita dalla Campania con 16 (8 DOP e 8 IGP). L’Abbacchio Romano (prodotto tipico che si ottiene nell’intero territorio della regione Lazio) porta a 15 (9 DOP e 6 IGP) i prodotti tipici laziali che hanno ottenuto il riconoscimento comunitario.

Con l’IGP dell’Abbacchio Romano, le carni fresche italiane con marchio d’origine salgono a tre, tutte IGP: erano infatti già iscritte nell’elenco europeo, l’Agnello di Sardegna e il Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale. Con la Pagnotta del Dittaino DOP, sono cinque i prodotti da forno italiani con marchio d’origine, essendo già stati riconosciuti la Coppia Ferrarese IGP, il Pane Casareccio di Genzano IGP, il Pane di Altamura DOP e il Pane di Matera IGP.


A breve sarà pubblicato anche il Regolamento di approvazione dell’ Aceto Balsamico di Modena IGP, per il quale si è recentemente conclusa con successo l’istruttoria UE, sicchè l’Italia raggiungerà quota 180. Sono in attesa del riconoscimento DOP o IGP altri 73 prodotti tipici agroalimentari italiani. Agriturist (Confagricoltura) commenta favorevolmente il primato dell’Italia nella attribuzione dei marchi DOP e IGP ai prodotti tipici dell’agroalimentare: “Dalla crescita dei prodotti tipici a denominazione d’origine deriva non solo una preziosa opportunità di sviluppo per l’ agricoltura italiana, che privilegia soprattutto le coltivazioni e gli allevamenti tipici dei diversi territori, ma anche una occasione importante per proporre all’attenzione del turismo enogastronomico e dell’ agriturismo nuove mete, con tutto il patrimonio di cultura, natura e paesaggio di cui ciascuna di esse è artefice e custode”.

 

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Nuove norme per l’etichettatura dell’olio

OLIO D’OLIVA: CONFAGRICOLTURA, BENE ETICHETTATURA, ORA OCCORRE METTERE IN ATTO IDONEE MISURE DI PROMOZIONE E FRONTEGGIARE LA CRISI DEL SETTORE

Con l’obbligo dell’indicazione in etichetta dell’origine per gli oli di oliva vergini ed extravergini, attuata con la modifica del regolamento 1019/02, si raggiunge un importante obiettivo per la tutela e la valorizzazione del “made in Italy”.

Secondo Confagricoltura questo permetterà una maggiore difesa del nostro olio d’oliva dalle falsificazioni, dall’assalto dell’“agropirateria” e dalle sofisticazioni, valorizzando il lavoro dei nostri produttori, che da anni puntano sulla qualità.

La regolamentazione comunitaria che stabilisce l’obbligo dell’etichettatura era stata più volte richiesta da Confagricoltura, che aveva sottolineato come una norma comunitaria non potesse essere superata da un decreto nazionale, sollecitando in tal senso i ministri che sull’argomento si erano fortemente impegnati.


Occorre adesso – a parere dell’Organizzazione degli imprenditori agricoli – mettere in atto idonee misure di promozione per l’ olio di oliva Dop, Igp, Bio, Extra vergine italiano, attivando le risorse (2,6 milioni di euro) previste dalla legge 205/2008 per fronteggiare la grave situazione di crisi in cui versa il settore.