LA MOZZARELLA STG PROTAGONISTA DELLO STAND DI CONFAGRICOLTURA A TUTTOFOOD

Ogni giorno degustazioni guidate in abbinamento a prodotti Dop e Igp
Ad oggi sono 20 i prodotti agro-alimentari con denominazione STG, il cui riconoscimento è stato concesso dalla Ue per la loro composizione tradizionale e/o per il tradizionale denominazione STG.
Terza tappa del progetto di comunicazione sulle Dop, Igp, Stg promosso da Confagricoltura e finanziato con il contributo dell’Unione europea e dello Stato italiano. Confagricoltura presenterà a Tuttofood, la più importante rassegna italiana dell’agroalimentare, i prodotti Stg (Specialità Tradizionale Garantita).
In Europa sono 20 i prodotti (o gruppi di prodotti) agro-alimentari con denominazione STG.
Il Paese con il maggior numero di STG è il Belgio (5), seguito da Polonia (4), Spagna e Finlandia (3 per ciascuno), Svezia (2), Inghilterra, Italia e Paesi Bassi (1 a testa). Riguardo alla tipologia di prodotti, al primo posto ci sono le Birre (6, fra cui tutte le 5 STG belghe), seguite da Spezie ed essenze (4), Prodotti da forno (3), Formaggi (3), Prodotti a base di carne (2), Altri prodotti di origine animale (1) e Carni fresche (1).
L’Italia ha un solo prodotto Stg: la mozzarella. Che non va confusa con la mozzarella di bufala campana DOP, ottenuta solo da latte di bufala prodotto e trasformato in un ristretto areale di produzione.
Ciò che caratterizza, infatti, un prodotto STG sono gli ingredienti e il metodo di produzione, che rispondono a una tradizione consolidata nel tempo e divenuta sinonimo di qualità, e non il fatto di essere legato ad una specifica area di origine. Così, pur essendo la mozzarella un prodotto tipicamente italiano, l’area di produzione della STG riconosciuta è praticamente estesa a tutto il territorio dell’Unione Europea.
La mozzarella STG è un formaggio fresco a pasta filata, molle ed a fermentazione lattica, il cui nome deriva dal verbo “mozzare”, operazione praticata a mano nella fase finale della lavorazione.
Un disciplinare di prodotto ne detta le principali caratteristiche fisiche, organolettiche, chimiche e microbiologiche. E stabilisce i requisiti di conformità relativi alle materie prime da impiegare, al lattoinnesto naturale da usare per dar via al processo di lavorazione e al procedimento di fabbricazione, le cui fasi debbono essere svolte in ciclo continuo nello stesso stabilimento di produzione.
Infine, la mozzarella STG può essere posta in vendita solo se appositamente preconfezionata all’origine, indicando sull’etichetta tanto la garanzia dell’Autorità competente, quanto l’indicazione della temperatura massima di conservazione (4° C) e la data di scadenza.
Il risultato finale è un ottimo formaggio da tavola, impiegato anche per la preparazione di un tipico piatto come la pizza napoletana anch’essa, non a caso, STG in via di registrazione: il suo disciplinare di produzione è in corso di esame da parte di Bruxelles.
La mozzarella STG è la protagonista delle degustazioni che, ogni giorno, alle 11,30 e alle 16 il giornalista, esperto di formaggi, Alberto Marcomini, guida presso lo stand di Confagricoltura a Tuttofood
TuttoFood – pad. 24P/1 – stand L03/m04
La frutta made in italy è sicura?

“La frutta e gli ortaggi italiani sono sempre più sicuri. Lo confermano i dati ufficiali del ministero della Salute, contenuti nell’ultimo rapporto sul Controllo ufficiale sui residui di prodotti fitosanitari negli alimenti di origine vegetale, pubblicato recentemente sul proprio sito”. Questo è il commento di Confagricoltura ai dati divulgati oggi da Lega Ambiente.
Il 98,9 % dei prodotti ortofrutticoli è risultato nei limiti di legge, valore che si attesta quasi al 99,6 % per prodotti come il vino, i cereali e l’olio.
I dati mostrano un consolidamento del trend positivo degli ultimi anni. Infatti le irregolarità dal 2000 al 2007 sul totale dei prodotti analizzati (frutta, ortaggi e cereali) sono passate dall’1,8% allo 0,9%, dato – ricorda Confagricoltura – che è di molto inferiore a quello della media europea (4,5% – dati 2007).
Inoltre i dati ufficiali del ministero della Salute mettono in evidenza – rileva l’Organizzazione agricola – che il numero totale di campioni di ortofrutticoli analizzati è aumentato passando da 6.822 del 2006 a 6.845, registrando un aumento dello 0.3%. Ciò conferma l’attenzione del nostro Paese alla sicurezza dei prodotti: in relazione al numero di controlli effettuati ci collochiamo al secondo posto in Europa.
Anche i risultati effettuati per l’analisi multi residuo confermano le percentuali d’eccellenza della produzione italiana. Ciò è dovuto – commenta Confagricoltura – anche alle regole contenute nel nuovo regolamento europeo in materia di residui, che hanno proprio l’obiettivo di armonizzare le legislazione dei paesi europei prevedendo, tra l’altro, nuovi obiettivi totalmente condivisibili, quali la maggiore tutela dei gruppi sociali più a rischio e la previsione di metodi di calcolo idonei a tener conto degli effetti cumulativi della presenza di più residui.
L’Italia, quindi, oltre a diminuire costantemente i casi d’irregolarità, si conferma uno dei Paesi europei più virtuosi. Questo grazie anche alle politiche di responsabilizzazione dei produttori (autocontrollo) attuate da 15 anni in Europa ed in Italia ed alla continua informazione e formazione ed assistenza tecnica degli operatori.
Azioni che – evidenza Confagricoltura – saranno ulteriormente rafforzate a livello europeo ed italiano con l’entrata in vigore della direttiva sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari che prevede un ulteriore sviluppo delle tecniche di produzione integrata, volte a razionalizzare l’impiego degli agro farmaci. Misure peraltro avviate nel nostro Paese da diversi anni.
“Il recepimento della direttiva – ribadisce oggi Confagricoltura, nella giornata dedicata all’ambiente – sarà l’occasione per proseguire nell’obiettivo di produrre sempre più nel rispetto della sicurezza dei prodotti”.
La redazione di Made in Italy Blog Network consiglia vivamente la visione di questa puntata di Reporter “Il piatto è servito“.
Vino rosé, Zaia: mai il nostro consenso alla proposta della Commissione

“E’ motivo di grande soddisfazione il fatto che in Europa, grazie alla nostra pressione – unita a quella della Francia – la discussione sui metodi di produzione del vino rosé si riapra: la Commissione ha infatti preso atto della forte contrarietà che abbiamo espresso sulla proposta comunitaria ed oggi sul tema esistono margini di negoziazione”
Lo ha detto il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia, intervenendo a tutela del metodo di produzione tradizionale del vino rosé, che vede allineate sulla stessa posizione Francia e Italia.
“Non daremo mai il nostro consenso alla legalizzazione di una pratica che consente di ottenere il rosè da una semplice miscela: va difesa la qualità del rosato, un vino molto pregiato che – ha detto Zaia – non può essere confuso con mix di dubbia qualità”.
Lo scorso marzo la Commissione ha avanzato una proposta che, se accolta dal Parlamento, consentirebbe dal 1° agosto 2009 di trovare in distribuzione bottiglie di rosé prodotto miscelando vino bianco e rosso, accanto alle bottiglie di rosato classico, ottenuto dalla tradizionale vinificazione “in rosa” delle uve rosse. Una differenza sostanziale perché il nuovo rosé sarebbe una semplice miscela, mentre l’altro è il prodotto di un procedimento delicatissimo che utilizza le medesime uve del vino rosso, ma in fase di macerazione del mosto elimina le bucce, per far sì che il vino acquisti un colore rosato e un gusto più leggero.
“Come abbiamo già detto in più occasioni – aggiunge Zaia – tuteleremo in ogni modo il vino rosé tradizionale e con esso la cultura, l’esperienza e la storia del nostro agroalimentare: la difesa della territorialità e della tradizione rimane un obiettivo prioritario del nostro impegno diplomatico”.
La partita è aperta: la discussione sul futuro del rosé sarà al centro delle prossime due riunioni del Comitato di gestione, in programma lunedì 8 e venerdì 19 giugno.
GIRO D’ITALIA DEL IL BONTA’: I PRODOTTI TIPICI NON SI STANCANO MAI

Mentre i ciclisti del Giro d’Italia hanno ormai terminato le 21 tappe di quest’ultima edizione, il Giro d’Italia de Il BonTà prosegue nel suo viaggio attraverso le regioni e le produzioni tipiche di un territorio ricchissimo di specialità. La quinta tappa di questo gustoso tour arriva in Puglia, che con i suoi 235 prodotti tipici si trova nella parte alta della “classifica” dei territori nazionali che più hanno da offrire da questo punto di vista.
Vino, olio, agrumi e formaggi sono tra i prodotti principi del tacco d’Italia; basti pensare al Primitivo di Manduria, vino esportato in tutto il mondo e famoso per una gradazione che può arrivare a 22 gradi, oppure ai 10 oli che hanno ottenuto il prestigioso marchio DOP (Denominazione di Origine Protetta).
Complessivamente, in Puglia si possono trovare 29 tipologie di formaggi e latte, tra cui i famosi Caciogargano e Canestrato pugliese, 37 ortaggi e conserve, 31 ottimi vini, di cui 25 a marchio DOC (Denominazione di Orgine Controllata) e 11 oli che stanno ottenendo un sempre maggiore apprezzamento anche sui mercati esteri.
Ed è proprio ai mercati internazionali che puntano le tipicità pugliesi: “Quest’anno i nostri prodotti tipici sbarcheranno a Wroclaw, in Polonia – ci ha detto Giuseppe Elia, responsabile della sezione Attività Promozionali del comparto agricoltura della Provincia di Taranto. Abbiamo in progetto una piattaforma commerciale che metta in contatto i nostri produttori con i commercianti di un Paese, la Polonia, che ha grandissime potenzialità per le produzioni italiane.”
Contatto diretto tra produttori, ristoratori e buongustai; questo è quello che cercano le piccole e medie aziende impegnate nel settore delle specialità enogastronomiche, che si ritroveranno anche quest’anno a Cremona in occasione de Il BonTà, il salone delle eccellenze enogastronomiche artigianali in programma dal 13 al 16 novembre, un’occasione in cui già l’anno scorso le migliori produzioni tarantine furono protagoniste tra gli oltre 300 produttori provenienti da tutta Italia.
