Archivio mensile:marzo 2009

Parma – La qualità italiana incontra il Giappone

Il convegno internazionale “Japan Italy Meeting – Agroalimentare e turismo: la qualità italiana per il business col Giappone” si svolgerà i prossimi 24 e 25 marzo presso la Sala Aurea Parma della Camera di Commercio di Parma. Organizzato in collaborazione con l’associazione Nipponica e con il patrocinio di Ministero degli Affari Esteri Italiano, Ambasciata e Consolato del Giappone, Japan Italy Meeting raccoglie esperienze e competenze diverse, per fornire agli operatori dei comparti turismo e agroalimentare un primo punto di contatto con il mercato nipponico e le concrete opportunità che questo offre. La difficile congiuntura economica invita a individuare nuove e sempre più efficaci azioni per minimizzare i rischi d’impresa aumentando, al contempo, la capacità di fare sistema. In tal senso risultano essenziali una reale conoscenza del mercato verso cui ci si rivolge e la predisposizione a dar vita a sinergie impostate sugli irrinunciabili valori della qualità e dell’eccellenza. Parteciperanno numerosi relatori giapponesi e rappresentanti dei due settori, con testimonianze aziendali di successo. Le tematiche oggetto delle due giornate di incontri – il 24 marzo dedicato al settore turismo e il 25 marzo al settore agroalimentare – saranno ulteriormente approfondite nei tavoli di lavoro pomeridiani, dove gli operatori potranno dialogare direttamente con gli esperti del mercato nipponico.

La partecipazione è gratuita.

Tutte le informazioni e il form per confermare la partecipazione sono disponibili sul sito:

www.japanitalymeeting.com


Camera di commercio di Parma      tel. 0521210203

e-mail: info@japanitalymeeting


Trieste – La Camera di commercio al Cruise Shipping Miami-SeaTrade

Per il terzo anno consecutivo l’Azienda speciale ARIES della Camera di Commercio di Trieste sarà presente con imprese regionali al “CSM- Cruise Shipping Miami-SeaTrade”. Anche quest’anno cinque imprese locali parteciperanno al principale appuntamento fieristico mondiale dedicato alle crociere e al mondo della produzione navale e nautica, in programma dal 16 al 19 marzo 2009. L’evento, che rappresenta la principale manifestazione nel comparto della cantieristica (in particolare quello croceristico), è riservato esclusivamente agli operatori specializzati e leader del settore delle crociere. In questa occasione oltre a 4 aziende triestine sarà presente anche una udinese coinvolta attraverso la Camera di Commercio di Udine presente anch’essa nello spazio espositivo predisposto da Aries. L’azione dell’Azienda speciale ARIES mira a mettere in risalto il comparto produttivo che a vario titolo partecipa alla realizzazione dei “giganti bianchi” del mare, supportando le imprese nella loro azione di internazionalizzazione e promozione all’estero. Nell’area del Padigilione Italia, organizzata dall’Istituto Commercio Estero, lo stand di Aries vedrà la partecipazione di alcuni /habitué/ della manifestazione e di alcune imprese che per la prima volta si affacciano a questa importante rassegna. Holiday Sas specializzata nella progettazione e produzione della segnaletica di bordo e F.Gurian Srl che progetta e installa impianti di refrigerazione, sono le imprese che da sempre partecipano all’iniziativa. R.S. Srl (società specializzata nella costruzione e manutenzione impianti antincendio, stazione di revisione zattere, scialuppe, gruppi autorespirato) e Pragotecna Spa (arredobagno, ceramiche e piastrelle) bissano l’appuntamento 2008, cui si aggiunge la Marmi Vrech di Cervignano, impegnata da anni nella realizzazione degli interni, dalle cabine alle zone comuni delle più importanti navi passeggeri. Alla presenza diretta delle imprese si affianca anche la Camera di Commercio di Udine, che si presenterà anch’essa alla manifestazione cercando di individuare le opportunità più interessanti per le imprese attive nel settore dell’arredo contract, dell’agroalimentare e anche della nautica. La loro presenza alla fiera è concomitante ad una serie di incontri con la comunità economica friulana e non nel capoluogo della Florida. “E’ una presenza importante – puntualizza Antonio Paoletti, Camera di Commercio di Trieste – auspicando che in quei giorni vi sarà forse l’opportunità per delineare un progetto camerale regionale pluriennale, in collaborazione con l’ICE, che possa aiutare a promuovere le imprese regionali verso gli armatori, cantieri e /main contractor/ attivi nel settore navale crocieristico e dei /mega yacht/, creando le dovute sinergie con chi si occupa di ricettività e di turismo e di portualità passeggeri, innescando un circuito virtuoso utile per lo sviluppo della nostra area”.

Camera di commercio di Trieste, Andrea Bulgarelli, e-mail: andrea.bulgarelli@ts.camcom.it


Toscana – Le imprese incontrano i consulenti di Toscana Promozione

Toscana Promozione ha organizzato per le imprese toscane diversi incontri con i propri consulenti che avranno luogo nelle seguenti giornate:
– mercoledì 25 marzo 2009: Incontri con il consulente Simest per valutare possibilità di finanziamento su progetti di investimento e di promozione commerciale in paesi al di fuori della UE;
– giovedì 26 marzo 2009: incontri con il consulente di Informest per promuovere il sistema economico della Regione Toscana all’estero e favorire l’internazionalizzazione delle aziende locali verso i mercati del Centro-Est Europa e C.S.I.;
– lunedì 30 marzo 2009: incontri con i consulenti di Sace e Sace BT per le aziende interessate a conoscere i servizi e i prodotti assicurativo-finanziari a copertura rischi di credito connessi alle attività commerciali e agli investimenti delle imprese italiane all’estero;
– martedì 31 marzo 2009: incontri con il consulente legale e doganale, rivolto alle imprese che affrontano problematiche connesse alla materia dogane e trasporti internazionali, oltre ai relativi aspetti legali.

Toscana Promozione, e-mail: info@toscanapromozione.it


ALIMENTARE: COLDIRETTI, TAROCCATI 2 PIATTI MADE IN ITALY SU 3

Il fatturato dei prodotti alimentari Made in Italy taroccati supera nel mondo i 50 miliardi di euro e si stima che oltre i confini siano falsi almeno due piatti “italiani” su tre serviti. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare la ricerca dell’Accademia italiana della cucina che conferma il grave danno economico e di immagine provocato dalla pirateria agroalimentare che utilizza infatti impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che richiamano al nostro Paese per alimenti che non hanno nulla a che fare con la realtà produttiva e culinaria nazionale.

I Paesi dove sono piu’ diffuse le imitazioni sono Australia, Nuova Zelanda e Stati Uniti dove – denuncia la Coldiretti – appena il 2 per cento dei consumi di formaggio di tipo italiano sono soddisfatti con le importazioni di formaggi Made in Italy, mentre per il resto si tratta di imitazioni e falsificazioni ottenute sul suolo americano con latte statunitense in Wisconsin, New York o California.

Ma a preoccupare sono anche le tendenze di Paesi emergenti come la Cina dove il falso Made in Italy è arrivato prima di quello originale e rischia di comprometterne la crescita. Se in alcuni casi l’”inganno” è particolarmente evidente con l’offerta nei menu di “specialità italiane” come gli spaghetti alla bolognese completamente sconosciuti nella città emiliana o le fettuccine Alfredo che niente hanno a che fare con quelle del noto ristorante romano, in altri è piu’ difficile da scovare perché riguarda gli ingredienti di piatti dal richiamo familiare.

Le imitazioni del parmigiano reggiano e del grano padano sono con il Parmesan la punta dell’iceberg diffuso in tutto il mondo, ma c’è anche – sottolinea la Coldiretti – il Romano prodotto nell’Illinois con latte di mucca anziché di pecora, il Parma venduto in Spagna senza alcun rispetto delle regole del disciplinare del Parmigiano Reggiano o la Fontina danese e svedese molto diverse da quella della Val d’Aosta, l’Asiago e il Gorgonzola statunitensi o il Cambozola tedesco imitazione grossolana del formaggio con la goccia. La lista è lunga – precisa la Coldiretti – anche per i salumi con la presenza sulle tavole del mercato globale di pancetta, coppa, prosciutto Busseto Made in California, ma anche di falsi salami Toscano, Milano e addirittura di soppressata Calabrese tutelata dall’Unione Europea come prodotto a denominazione di origine. E non mancano casi di imitazione tra i prodotti simbolo della dieta mediterranea come il Pompeian olive oil che non ha nulla a che fare con i famosi scavi, ma è prodotto nel Maryland, o quello Romulo dalla Spagna con la raffigurazione in etichetta di una lupa che allatta Romolo e Remo. Spaghetti napoletana, pasta milanesa, tagliatelle e capellini milaneza prodotti in Portogallo, linguine Ronzoni, risotto tuscan e polenta dagli Usa e penne e fusilli tricolore Di Peppino prodotti in Austria sono alcuni esempi di primi piatti taroccati mentre tra i condimenti risaltano i San Marzano: pomodori pelati “grown domestically in the Usa” o i pomodorini di collina cinesi e la salsa Bolognese dall’Australia.

Non sfugge al tarocco anche il vino simbolo del Made in Italy come il Chianti “clonato” nella Napa Valley in California mentre da ricordare anche l’Amaretto Venezia prodotto in Germania in una bottiglia la cui forma imita quella dell’Amaretto di Saronno, il caffè Trieste italian roast espresso prodotto in California con confezione tricolore come i biscotti Stella d’oro prodotti nello Stato di New York (USA). Per difendersi dai tarocchi il consiglio della Coldiretti è di verificare le etichette nelle confezioni quando è possibile, di dare una occhiata ai menu’ per controllare evidenti anomalie che dimostrano la mancata conoscenza della cucina Made in italy e soprattutto chiedere al ristoratore prima di ordinare per sincerarsi che il piatto che arriverà non deluderà troppo le attese. Bisogna combattere un inganno globale per i consumatori che – conclude la Coldiretti – causa danni economici e di immagine alla produzione italiana sul piano internazionale cercando un accordo sul commercio internazionale nel Wto per la tutela delle denominazioni dai falsi ma è anche necessario fare chiarezza a livello nazionale ed europeo dove occorre estendere a tutti i prodotti l’obbligo di indicare in etichetta l’origine dei prodotti alimentari.