Archivio mensile:febbraio 2009

Pisa – Premiati i migliori oli della provincia

Palaia, Calci, Peccioli e Vicopisano. Provengono da qui le aziende olivicole laureate come “migliore produttore” dalla prima edizione del premio Pisa Olio. Ecco i loro nomi. Si tratta del “Consorzio Produttori Olio delle Colline di Pisa” (primo classificato per la categoria fruttato leggero), l’azienda “Papa Nicoletta” (secondo classificato per le categorie fruttato leggero e biologico), l’azienda “Cristiana Ruschi” (primo premio nella categoria fruttato medio), l’azienda “Kovatz” (secondo classificato per la categoria fruttato medio), la “Fattoria di Monti” (primo e secondo premio fruttato intenso) ed infine l’azienda il “Frantoio di Vicopisano” (primo premio per la categoria biologico). Il debutto dell’importante premio dedicato all’olio pisano si è svolto negli scorsi giorni all’auditorium Rino Ricci della Camera di commercio. L’insindacabile graduatoria è stata formata dalla giuria guidata dal giornalista della stampa specializzata Marco Reggia. Insieme a lui, altri 13 esperti del settore hanno rappresentato le istituzioni, le associazioni di categoria del commercio e dell’agricoltura ed i comitati tecnici di assaggio.
Un impegnativo lavoro di selezione è stato svolto dal Comitato interprofessionale di assaggio della Camera di Commercio di Pisa. Gli esperti sono partiti dall’esame delle cinquantasei candidature iniziali per arrivare fino alle nove aziende finaliste in cui rientravano, oltre ai sei vincitori, anche l’azienda “Le Selve” di Santa Luce, l’azienda “Bruchi Gabriele” e la “Tenuta di Ghizzano eredi”.


ECCELLENZA UMBRA PER L’AGRICOLTURA ITALIANA

Agriumbria, evento agrozooalimentare d’Italia, autentica eccellenza di una piccola regione – l’Umbria – per le grandi ragioni del coltivare, allevare ed alimentare una nuova idea del mondo. Una nuova idea di mondo capace di tenere insieme lo splendore dei luoghi, la ricerca, la crescita delle conoscenze, dei saperi, dei sapori, lo spirito d’impresa sociale, la qualità del lavoro e della vita per tutti.

Da anni, infatti, Agriumbria non si propone come semplice, mero fatto commerciale, bensì come mostra nazionale di agricoltura, zootecnia e alimentazione che non sottende la “cultura nella e dell’agricoltura” tra operatori, trasformatori e cittadini consumatori verso illuministiche vie locali e globali di un comparto che ha buone ragioni per non rischiare la marginalizzazione. Ragioni che devono essere nelle convinzioni di ciascuno perché è il tempo di capire che “l’Agricoltura” è economia reale per eccellenza a fondamento di ogni vita sull’unica terra a disposizione.

Questi sono i presupposti da anni portati avanti da Umbriafiere spa per la sua “Fiera più fiera” – Agriumbria -. Evento proposto con una grafica, loghi e slogan di grande originalità a sostegno dei contenuti appena richiamati. Quest’anno, edizione n° 41 – 27/29 marzo – in grafica spicca un vecchio aratro, con vomero rincalzato, che “archimedicamente” quasi sostiene il globo. Quel “quasi” è giusto l’intertizio spaziale per far transitare lo slogan di quest’anno “ Agriumbria: l’agricultura che sostiene il mondo”. E che dire di un’originale cartolina con tre piccoli e inequivocabili segni fotografici: la chiesa e sacro convento di Francesco d’Assisi; la piazza IV novembre di Perugia;la porta medioevale di Bastia Umbra, per suggellare il contesto storico, architettonico, culturale e paesaggistico a cornice di Umbriafiere, centro espositivo dell’Umbria. Una cartolina incastonata in un simpatico calendario tascabile correlato ad un messaggio fax che sintetizza l’evento certificato I.S.F. come una tre giorni per “Conoscere, conoscersi e farsi conoscere”, tra motori, macchine e attrezzature agricole, zootecniche, orto florovivaistiche. Mangimi, sementi piante, fiori, fertilizzanti, agro farmaci. Istituzioni enti e associazioni. Prodotti ed attrezzature di lavorazione, conservazione ed esposizione degli agroalimentari. Servizi all’impresa e editoria specializzata. Mostre concorsi, esibizioni, aste, mercati regionali e nazionali per bovini, ovini, suini, caprini, equini, avicunicoli e selvaggina. Agishow Enama, eventi culturali, aree specialistiche e dimostrative. Questa la filosofia ed i settori merceologici che hanno fatto e fanno registrare concreti risultati come un consolidato di oltre sessanta mila presenze da ogni dove d’Italia ed estero: Germania , Ungheria, Spagna, Croazia, Slovenia, Albania ecc. per il piacere degli oltre 450 espositori diretti e quasi altrettanti rappresentati fin qui accolti dall’apposita commissione commerciale che sostiene il piccolo ma motivato staff organizzativo di Umbriafiere. Significativi anche gli sforzi, gli impegni portati avanti da Umbriafiere spa – presidente Lazzaro Bogliari – per l’ampliamento degli spazi logistico espositivi – 13.000 mq. al coperto, 25.000 mq. all’aperto e 7.000 mq. destinati alle mostre zootecniche – e che, tuttavia, anche quest’anno, non consentiranno di soddisfare tutte le richieste che continuano ad arrivare per essere a questo nobile evento di filiera, molto utile al cammino della multifunzionalità delle aziende agricole e quanti non vogliono misconoscere il dato positivo culturale ed economico-sociale che arriva dagli operatori agricoli. E viene anche spontaneo suggerire una visita di almeno un giorno perché tanti saranno gli eventi nell’evento. Le quattro sale del centro congressi andranno a pieni giri con convegni, seminari e dimostrazioni proposti da istituzioni, enti ed associazioni di categoria, alcuni dei quali, come quelli della Facoltà di Agraria dell’Ateneo Perugino e dal Cesar su “Mercato e filiere alimentari” sono già in campo con sistematiche ricerche ed approfondimenti portati avanti con gli allievi degli istituti agrari ed alberghieri dell’Umbria e le realtà imprenditoriali locali.

I consorzi agrari terranno una grande assemblea di area centro Italia. La prestigiosa vetrina e premio nazionale “Ercole Olivario”, da anni magistralmente organizzato dalla Camera di Commercio di Perugia, terrà uno dei suoi epiloghi in Agriumbria – venerdì 27 pomeriggio. L’Assonapa, oltre alla mostra nazionale della specie ovina terrà un’asta di arieti selezionati iscritti al libro genealogico e presenterà il protocollo del nuovo marchio dell’agnellone dell’Appennino. L’Apa e l’Anabic in coordinamento con l’Aia cureranno mostre, esibizioni, gare morfologiche, aste di tutte le specie animali allevati in Italia a partire dalla spettacolare e superba razza Chianina anche definita dei “Giganti bianchi”. E sulle carni autoctone è in preparazione per sabato pomeriggio – 28 marzo l’ampio approfondimento e confronto tra allevatori, istituzioni e consumatori a tutela dell’originalità del prodotto e dei territori. Ed i prodotti agroalimentari vino, olio,carni, latte, formaggi ecc, con la regia dell’Assessorato regionale all’Agricoltura e l’Arusia saranno in bella vetrina e degustazione programmata intorno a “L’Osteria de brutto tempo” antico sito di ricreazione agreste rivisitato in chiave moderna per rimarcare che il tempo libero degli operatori agricoli arrivava ed arriva quando le condizioni meteo non consentono di essere nei campi e al tempo stesso non denigrare il “brutto tempo” o cattive condizioni atmosferiche, comunemente definite dai cittadini, perché senza di esse il ciclo della natura si fermerebbe a vantaggio della desertificazione. Per completare l’atmosfera dell’habitat agreste non mancherà la ormai tradizionale simulazione dell’aia con un pullular di animali domestici ed attrezzature della civiltà contadina che tanto fascino riscuotono tra grandi e piccini. Il paesaggio in genere e quello rurale in particolare sarà oggetto di una mostra e un momento seminariale a cura del 3 A – Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria per valorizzare le esperienze del nostro territorio e renderne visibili tutte le possibili interazioni europee.

La fiera resterà aperta, nei tre giorni, dalle ore 9.00 alle 19.00. Biglietto ingresso € 10; ridotto € 1 per gli invitatati dagli espositori; agevolazioni particolari per gruppi precostituiti dalle istituzioni, enti ed associazioni di categoria.


CHOCCOLANDIA 2009. LA SEDUZIONE DELL’ORO NERO

Cecina (Livorno). Una tre giorni di golosità e coccole: questa sarà Choccolandia 2009 allestita in piazza Guerrazzi da venerdì 6 a domenica 8 marzo. Bianco, fondente, al latte, da bere caldo nelle “chicchere” o da far sciogliere in bocca, il celebre “oro nero” dal quale già 6.000 anni fa i Maya ricavavano la bevanda degli dei, sarà il protagonista dell’evento giunto con successo alla quinta edizione. Il cuore di Cecina si trasformerà nella “Città dei Golosi” dove famosi cioccolatieri e sapienti artigiani dolciari provenienti da tutta Italia faranno ammirare e degustare al pubblico le loro prelibate lavorazioni tipiche e decorazioni particolari. Accanto alle tradizionali produzioni, non mancheranno le sperimentazioni, le ricette brevettate e le nuove tendenze in materia di ingredienti e di presentazioni. Praline, barrette, cioccolatini, torte, pasticcini, uova, stravaganti decorazioni e oggettistica: le innumerevoli forme e sfumature di sapori del cioccolato delizieranno gli occhi e sazieranno le voglie e gli sfizi di tutti i visitatori.

Oltre agli assaggi, durante la kermesse sarà possibile penetrare i segreti del divino frutto che non a caso il naturalista Linneo battezzò Theobroma cacao (“Theo” e “broma” = cibo degli dei). Cioccolatieri, pasticceri, chef e sommelier saranno pronti a presentare agli appassionati le loro creazioni, introducendoli alla conoscenza dell’arte del cioccolato e ai suoi possibili abbinamenti con cibi e vini.

Choccolandia 2009 costituirà un’occasione per approfondire la cultura del cioccolato nei suoi più diversi aspetti: culinari, artigianali, salutari e persino estetici. Amato da Casanova per i suoi portentosi effetti sull’amore e sull’umore, il cioccolato rivelerà ai visitatori tutto il suo potere di seduzione. All’interno della manifestazione sarà infatti allestita una “Cioco Beauty Farm” nella quale il cioccolato sarà l’ingrediente di tutti i trattamenti: si sperimenteranno acconciature con l’utilizzo del cioccolato, make up con i colori del cioccolato e cure del corpo con cosmetici ai suoi principi attivi. In uno spazio appositamente attrezzato, i visitatori potranno concedersi un momento di relax e di coccole. La cioccoterapia è infatti la nuova frontiera della bellezza e del benessere che sfrutta le complesse caratteristiche organolettiche presenti nel cioccolato: il burro di cacao nutritivo ed emolliente, la caffeina e la teobromina efficaci sulla circolazione e sulla concentrazione mentale, i sali minerali drenanti, i polifenoli antiossidanti, i flavonoidi utili per combattere la cellulite e la ritenzione, e non ultimo l’aroma del cioccolato capace di stimolare le endorfine donando una sensazione di benessere e di buonumore.


Con “Fellow” un nuovo ponte tra Toscana e Usa

 

Si chiama “Fellow”, è la prima rivista italiana di questo genere totalmente bilingue, cioè con i testi interamente tradotti anche in inglese. Nasce a Firenze e punta a diventare un nuovo ponte di amicizia e dialogo tra la Toscana e gli Stati Uniti. Ma le ambizioni sono ancora più alte, perché se in questi mesi si è parlato molto di Usa, in occasione del cammino che ha portato Obama alla presidenza, mancava ancora uno strumento in grado di condividere idee e opportunità dell’economia, della scienza, della ricerca, dalle possibilità di import-export alle nuove frontiere della medicina e delle biotecnologie. «Una rivista che di fatto segna un’ulteriore importante tappa nel rafforzamento dei legami già di assoluto rilievo che esistono tra la Toscana e gli Stati Uniti – ha ricordato il vicepresidente Federico Gelli – Basti pensare alla straordinaria presenza di sedi di università americane sul nostro territorio o ai dati del nostro export in Usa soprattutto per quanto riguardo l’agroalimentare di qualità, oppure a esperienze di grande significato etico e formativo, quali quelli che hanno portato gli studenti della Syracuse University al lavoro nei campi confiscati alla mafia, fianco a fianco con i loro coetanei italiani. Solo alcuni esempi dei legami che esistono e che non possono che essere ulteriormente alimentati da una rivista come Fellow»
Tra le iniziative ricordate da Gelli come esempio di proficue relazioni tra la Regione Toscana e gli Usa anche il progetto Best (Business exchange and student training, borse di studio per giovani toscani nella Silicon Valley). Senza dimenticare le 24 sedi universitarie presenti a Firenze, con circa 800 corsi attivati negli ultimi anni.
Tra gli obiettivi di “Fellow”, la promozione delle attività imprenditoriali e intellettuali toscane negli Stati Uniti, oltre a un’attenta osservazione del mercato finanziario americane e delle sue potenziali capacità di attivare nuovi investimenti nella nostra regione. Ma la rivista punta anche a proporsi come tramite di una più intensa collaborazione tra le università toscane e i più importanti campus statunitensi, sia nell’ambito della ricerca scientifica che della formazione di una più dinamica cultura d’impresa.